mercoledì 31 dicembre 2014

" L'Amore della Luna " by Paola Barberio




L’AMORE DELLA LUNA
di Paola Barberio

Quel giorno Selene si svegliò alle cinque del pomeriggio.
Era il terzo sabato di dicembre, una giornata piovosa con qualche sprazzo di sole tra le nuvole grigie.
Mancavano pochissimi giorni a Natale e sapeva che le strade di Londra sarebbero state bellissime da vedere, tutte illuminate e decorate per la più bella festa dell’anno.
Si alzò dal letto con il sorriso sulle labbra perché quella sarebbe stata la giornata più importante della sua vita. Lei, Selene, residente in quel di Los Angeles, quel giorno si trovava nella capitale del Regno Unito perché doveva incontrare Robert Pattinson, l’idolo delle donne di mezzo mondo, unico sole a rischiarare tante vite umane grigie e mediocri come la sua.
Era partita dalla California nel momento stesso in cui aveva saputo che il suo amato avrebbe raggiunto la famiglia nella sua città natale. Londra appunto, dove era atteso soprattutto per la premiere del suo ultimo film.
E lei era lì che si sarebbe diretta.
Si era quindi vestita di tutto punto, si era messa la borsetta rossa a tracolla e si era avviata alla porta per uscire. Vinta dalla tentazione di salutarlo ancora, si era voltata per lanciare un bacio caloroso all’enorme poster di Robert che vegliava su di lei dalla parete sopra il letto. Poi aveva salutato distrattamente sua madre e, con un tonfo, si era chiusa alle spalle la porta di casa.
Aveva preso il taxi per l’areoporto che era fuori ad attenderla, poi il volo infinito e ora Londra. Finalmente!
Non conosceva affatto questa città e per raggiungere il Vue Cinema Westfield, dove Robert l’aspettava, doveva prendere un’infinità di mezzi pubblici. Confuse piazze e vie e si ritrovò in una strada a lei totalmente sconosciuta e, presa dallo sconforto, cominciò a piangere.
Un giovane tassista, vedendo quella ragazzina dall’aria così per bene, pensò di darle una mano. Era Natale e lui in quel periodo aveva sempre in animo di fare un’opera buona. E quella gli sembrava proprio l’occasione giusta. Quindi si fermò all’angolo della strada e la chiamò.
Selene alzò gli occhi, le si accese il volto e cominciò a correre verso il taxi.
Robert! Robert!, urlava il suo cuore. Non avendola vista arrivare era andato a cercarla. Oh, dolce amore mio! Eccomi! Eccomi!, si diceva continuando a mettere un piede davanti all’altro sempre più velocemente.
Ma quando, giunta alla macchina, guardò il volto dell’uomo che l’aspettava illuminato dalla luce di un lampione, s’accorse con immenso dolore e delusione che non era lui!!! Ma perché capitavano tutte a lei??!!
Le venne da piangere di nuovo.


In silenzio, fissando il volto sconosciuto davanti a lei, le lacrime cominciarono di nuovo a rigarle il volto.
Il tassista rimase costernato davanti a tanta sofferenza e le chiese dolcemente se poteva esserle utile in qualcosa. Qualunque cosa.
Selene tirò su col naso, si asciugò gli occhi con il polsino del cappotto e, con voce supplichevole, disse:
- La prego… la prego… mi porti al Vue Cinema Westfield. La prego!! –
- Certo, non preoccuparti, sali pure! – disse lui felice di vedere che la ragazzina aveva smesso di piangere.
- Grazie, grazie mille! – rispose precipitosamente catapultandosi letteralmente sul sedile dell’auto sbattendo lo sportello dietro di sé.
Mentre l’auto correva veloce lungo le strade festose della bellissima capitale inglese, i pensieri di Selene erano tutti per il suo Robert. Solo che ora non avrebbe più voluto andare da lui; stavolta se la doveva cavare da solo. Era stato lui a sbagliare, a fidanzarsi con quella donna odiosa, quell’arpia: Tahliah… che nome stupido!!
Strizzò gli occhi con rabbia ripensando a tutte le foto che aveva visto di loro due insieme. Foto che l’avevano fatta sentire terribilmente ferita, tradita e sola. Stava già per dire al tassista di riportarla al suo albergo quando lo vide. Non Robert in carne e ossa, ma il suo poster meraviglioso, gigantesco, che troneggiava dietro la vetrina di una profumeria tra festoni e lucine colorate. Si appiccicò con le mani e il naso al vetro della macchina per guardarlo meglio.
Era bellissimo con il cappotto di cammello marrone, il risvolto tirato su a proteggerlo dal freddo. Talmente bello che, guardandolo, sapeva che gli avrebbe perdonato ogni cosa. La dolcezza dello sguardo che sempre le scaldava il cuore bastò a farle cambiare idea.
Povero cucciolone suo!! Andava protetto come un bambino; nessuno lo capiva, solo lei!
Stava ancora sognando ad occhi aperti, quando il tassista frenò davanti al cinema.
Selene scese dalla macchina e gli porse cinquanta dollari.
- Tenga pure il resto! – gli disse sorridendo.
- Grazie! – urlò il tassista dietro di lei che si allontanava frettolosamente.
Selene era dunque arrivata.
L’entrata del cinema era coperta da un tappeto rosso. La prima dell’ultimo film di Robert aveva richiamato tantissima gente che veniva trattenuta da grossi cordoni lungo quello che era il percorso che avrebbe fatto.
Selene osservò con distacco l’orda di donne di ogni età, urlanti e infreddolite nell’attesa dell’arrivo del ragazzo. Si avvicinò piano. Camminava in una sorta di limbo dove nulla, di tutto quel caos che la circondava, sembrava toccarla. Ignorava persino il conduttore di una trasmissione televisiva famosissima che sembrava eccitato e nervoso al pari di tutte le donne presenti.
Il presentatore, quando scorse in fondo al viale una grossa macchina nera, esplose in un urlo:
- Eccolo! È lui! È Robert! –
Tutto intorno impazzì. Le urla si triplicarono. Il nome di Robert era l’unica cosa chiara che si innalzava ovunque nell’aria. Era come una magia e l’eccitazione si poteva respirare per quanto era incredibile.
Solo Selene era calma. Cercava di farsi spazio al limite del cordolo guardando con ansia la portiera dell’automobile per cercare di capire come si sarebbe mosso una volta uscito da lì e, quando lo sportello si aprì, lui apparve. In tutto il suo splendore, Robert Pattinson scese dall’auto.
Era stupendo nel suo completo nero dove risaltava il candore della camicia, stretta al collo da un elegante farfallino di raso, anch’esso nero.
Selene ebbe un tuffo al cuore. Stavolta non si sbagliava. Era proprio lui!!
Riuscì a sporgersi il più possibile per far sì che lui la vedesse ma Robert non venne dalla sua parte. Fu guidato lontano da lei. Non avrebbe mai potuto parlargli, toccarlo, sentirlo vicino a sé come avrebbe voluto.
Quindi più decisa che mai, Selene affondò la mano nella borsetta che aveva tenuta gelosamente stretta a sé, ne estrasse una piccola pistola nera e, con mano ferma e decisa, la puntò contro il giovane e...
Premere il grilletto sarebbe stato facile. Lo avrebbe visto davanti a sé, cadere senza emettere alcun urlo di dolore. Robert si sarebbe accasciato e avrebbe chiuso gli occhi. Per sempre.
Ma non ce la fece.
Non riuscì a farlo. Non riuscì a sparare per farlo suo per sempre. Per portarlo in quella sua oscurità privata dove lui sarebbe stato il suo sole.
Sul volto di Selene apparve un sorriso stupendo.
Lo amava troppo per privarlo della vita.
Lo amava troppo per far sì che la sua gelosia prendesse il sopravvento.
Lo amava troppo per non sentirlo comunque un po’ suo nel momento stesso che rivolgeva il suo splendido sorriso alla folla di fronte a sé. Come in quel momento.
Lo amava troppo per non potersi accontentare di quel poco che lui poteva darle.
Così, con dolcezza, mormorò tra sé:
- AMORE!! –
Poi si portò la pistola alla tempia e premette il grilletto.
Il colpo fece esplodere il suo corpo in una miriade di stelle che la leggera brezza invernale fece ricadere sul tappeto rosso come una meravigliosa pioggia brillante che avvolse totalmente il giovane attore.
Robert si portò una mano al petto strizzando per un momento gli occhi. Una fortissima sensazione di calore lo aveva invaso dentro pervadendo la sua anima con una gradevole sensazione di amore e gioia.
Quando tutto dentro di lui si calmò, il giovane alzò istintivamente gli occhi al cielo e si ritrovò ad ammirare la luna più bella che avesse mai visto.
Da quel giorno, ogni volta che la luna risplendeva nel cielo, Robert sentiva forte il bisogno di alzare gli occhi a lei perché veniva pervaso da quella calda sensazione di serenità al quale non sapeva dare una spiegazione ma che lo rendeva indicibilmente felice.


Piccola nota.

L’originale, scritta di getto quando ero molto molto arrabbiata con lui, era assai diversa da questa ma, pubblicarla come m’è venuta, mi sarebbe costata cara. E comunque lo amo troppo… ma veramente troppo per non rispettarlo e augurargli ogni bene. E se potessi farlo è quello che farei: gli infonderei tutto il calore e l’amore di cui sono capace affinché venga protetto dalle malignità di tanta gente gretta e meschina che dice di amarlo… ma che non sa quale sia il vero significato di una parola semplice come AMORE.

9 commenti:

  1. Bellissima, dolcissima, dolorosa...molto. Mi spiace per la piccola Selene, ma ora lei è felice perchè dov'è nessuno potrà mai portarle via il suo Rob e il suo Rob sentirà sempre la piccola Selene nel suo cuore. Grazie per questa dolce storia, grazie per amare così tanto questo uomo meraviglioso.

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  2. Caspiterina è proprio tosta questa shot

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    1. ... e non hai letto l'originale!!!! Era più breve... ma... sorvoliamo...

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  3. Mi viene da ridere, posso? Mi aspettavo che l'avresti modificata....ma non così! Sei stata meravigliosa!
    Riscopro comunque tutti i sentimenti che ci sono nella versione originale (che ho letto quasi in anteprima) e devo dire che hai saputo rendere bene le emozioni anche modificandola.
    Di certo è una shot particolare per augurare Buon Natale...ma non saresti tu, se non fossi originale a tuo modo, no?!
    Ho apprezzato tantissimo questo pezzo, perchè in realtà... nessuno si sarebbe mai azzardato a scrivere una cosa del genere.
    Sei bravissima.

    Ps: in più viaggiamo sulla stessa lunghezza d'onda con le emozioni che l'Uomo fa provare, quindi questo testo lo sento particolarmente mio ahahahaha

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    1. E ridi!!! Perché non dovresti? So' io la prima a ridere di 'sta cazzatella che m'è venuta dal profondo... e sai bene che se avessi messo l'originale sarei morta a 'st'ora!!! L'ho sempre detto che ho sentimenti contrastanti dentro ma so anche di essere molto molto molto con i piedi per terra (anche se non sembra). E poi ci sono degli errori che mi vergogno... infatti nel mio blog l'ho corretta...
      Poi mi dirai come te l'aspettavi... bacio e grazie
      Appena posso leggo le altre... e commento :P
      Grazie Aly

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  4. Oddio Paola,
    Adesso ho capito i problemi che ti facevi ahahahahahah
    Credo che molte di noi abbiano questi sentimenti contrastanti......ma noi lo amiamo sul serio e continuiamo ad amarlo ❤️
    Grazie per avercela donata!!!
    Un Bacio

    JB

    P.S.: voglio leggere l'originale 😜

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  5. Ah ah ah ah ... l'originale è meglio di no, credimi... :*

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  6. Mi hai spiazzato. Non mi aspettavo niente di simile eppure mi è piaciuta un sacco questa tua piccola storia. Credo ci siano davvero ragazze che pensano che Robert sia tutto loro. Non oso immaginare cosa avevi scritto di getto. Molto, molto originale e mi piace l'dea del calore nel petto.

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